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La sacroileite



LA SACROILEITE

La sacroileite è l'infiammazione delle articolazioni sacro iliache. Il sintomo si può manifestare sia monolaterale che bilaterale.


Cause

Le articolazioni sacro iliache sono quei due elementi articolari che congiungono l'osso sacro all'osso iliaco di destra e all'osso iliaco di sinistra. Queste articolazioni sono fortemente stressate in quanto sono le dirette interessate al sostegno della parte superiore del corpo in posizione eretta. Le cause più comuni di sacroileite sono: gli infortuni di origine traumatica, l'artrite (la spondilite anchilosante, la gotta, l'artrite psoriasica, il lupus eritematoso sistemico, l'artrite enteropatica, l'osteoartrite, l'artrite reattiva e l'artrite reumatoide), lo stato di gravidanza, diversi tipi di infezioni, le disfunzioni viscerali.

Sintomi Il sintomo tipico della sacroileite è il dolore ai glutei e alla schiena, dolore che, talvolta, può irradiarsi fino alle gambe e ai piedi, il quale si può confondere con una sciatalgia. Possono aggravare il dolore derivante da una condizione di sacroileite alcuni gesti e comportamenti, tra cui:

Stare in piedi tante ore consecutivamente, fare le scale, correre, saltare, assumere posture scorrette, camminare a lunghi passi, rotolarsi nel letto, stare seduti a lungo.


Diagnosi Per una diagnosi corretta di sacroileite sono fondamentali l'esame obiettivo, l'anamnesi, i raggi X e, in alcuni casi, anche la risonanza magnetica nucleare.

Terapia

Il trattamento della sacroileite dipende dalle cause scatenanti e dall'intensità della sintomatologia. In genere, i medici prediligono una terapia di tipo conservativo ( massofisioterapia, fisioterapia strumentale, idrochinesiterapia, stretching, mobilizzazioni, riposo, ghiaccio, esercizi di rinforzo, somministrazione di medicinali per le infiammazioni/infezioni riscontrate), riservandosi di ricorrere alla terapia chirurgica e ad altri rimedi alquanto invasivi soltanto qualora i rimedi conservativi non abbiano fornito alcun risultato o i risultati forniti siano insoddisfacenti e il paziente continui a manifestare i sintomi. In assenza di una terapia tempestiva il dolore può diventare cronico.

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